Lo smontaggio della SPen del Note 9 svela il supercondensatore usato da Samsung come batteria, il chip Bluetooth LE e il pad per la ricarica induttiva

La più importante novità introdotta da Samsung con il Galaxy Note 9 è senz’altro il nuovo tipo di S Pen, arricchita di una serie di funzionalità remote capaci di renderla più versatile e utile rispetto al passato.

Funzionalità che hanno però reso necessarie pure alcune modifiche a livello hardware del pennino in quanto tutte legate alla connettività bluetooth e di conseguenza anche ad una fonte di energia.

Come avevamo già riportato nel nostro articolo introduttivo la S Pen del Note 9 non contiene alcuna batteria.
Al suo posto la società koreana ha infatti impiegato un supercondensatore, un particolare componente elettronico capace di immagazzinare in poco tempo una quantità di carica elettrica superiore a quella dei normali condensatori (spesso vengono utilizzati anche all’interno di alcuni dispositivi IoT).

Stando ad alcuni teardowon del Note 9, il supercondensatore scelto da Samsung per la sua nuova S Pen è il K8373 della Seiko Instruments Inc (nella foto sotto evidenziato in arancione).

Il chip che assicura la connettività Bluetooth Low Energy è il DA14580 della Dialog Semiconductor (nella foto sopra evidenziato in rosso).

Il supercondensatore viene ricaricato in maniera induttiva da un piccolo pad posto all’interno del Note 9 verso la fine dello slot che ospita la SPen.

Come vedete Samsung è riuscita ad apportare tutte le modifiche necessarie senza alterare la dimensione finale e il design del pennino.

 

 

fonte teardown iFixit e TechInsights