L’UE pensa ad una legge contro l’obsolescenza programmata e le batterie degli smartphone “incollate” non sostituibili

L’obsolescenza programmata, ossia le strategie aziendali volte a far durare i prodotti solo per un periodo determinato di tempo o a peggiorarne prestazioni e qualità nel corso della loro vita tramite degli aggiornamenti software scadenti, è un problema sempre più sentito dai consumatori su cui ora sembra voglia intervenire seriamente anche l’Unione Europea.

Una delle ultime proposte votate dalla Commissione europea prevede infatti di regolamentare il ciclo di vita di un prodotto rendendolo più lungo di quello solito.

smaltimento

Tra i provvedimenti discussi troviamo:

  • stabilire requisiti minimi di resistenza per aumentare la qualità
  • considerare nel periodo di garanzia anche il tempo perso per eventuali riparazioni, soprattutto se queste richiedono più di un mese di tempo
  • rendere i prodotti più semplici da riparare 
  • fare in modo che componenti essenziali come batterie e schermi non siano più incollate all’interno di un prodotto per facilitarne la sostituzione in caso di rottura
  • i pezzi di ricambio devono avere una qualità ed un prezzo commisurato alla natura e durata del prodotto
  • introdurre un sistema di etichettatura che informi i consumatori della durata di vita, del livello di riparabilità e dell’impatto ambientale di un determinato prodotto
  • creare un ente preposto ai test o alle indagini per dissuadere i produttori nell’adottare strategie di obsolescenza programmata

batteria galaxy s8, per ifixit uno dei peggiori smartphone da smontare

Punti che sicuramente condivideranno in molti, ma al momento non è ancora chiaro se ci sarà proprio una legge a regolamentarli per farli diventare obbligatori oppure ci si limiterà a delle semplici raccomandazioni per i produttori.

Anche voi ritenete l’obsolescenza programmata un problema reale, soprattutto nel settore della telefonia?

 

fonte europarl.europa.eu, via engadget.com