Entro fine anno tutti gli sviluppatori potranno creare app per Bixby. Ma per il supporto alla lingua italiana l’attesa sarà forse più lunga

Lo scorso anno, in occasione della Developer Conference 2017 di novembre, Samsung aveva presentato Bixby 2.0 annunciando anche l’apertura della sua piattaforma di intelligenza artificiale agli sviluppatori di terze parti.

Inizialmente il supporto è stato garantito solo ad un selezionato e limitato numero di partner, come ad esempio Yelp, Uber, Expedia, Hotels, Spotify e altri big i cui servizi sono già integrati nell’attuale versione presentata con il Galaxy Note 9.

Entro la fine dell’anno però a poter creare app in grado di sfruttare Bixby potranno essere tutti gli sviluppatori interessati, compresi quindi quelli più piccoli e indipendenti.

Ad annunciarlo è stato DJ Koh in persona, presidente di Samsung Mobile, anticipando il rilascio di un’apposito SDK (software developer kit) e API (application programming interface) accessibili da chiunque già a partire dal mese di novembre, quando si terrà l’edizione 2018 della Samsung Developer Conference.

In questo modo Bixby 2.0 avrà più possibilità di competere con assistenti virtuali che offrono da tempo il supporto a tutti gli sviluppatori, come ad esempio Google Assistant e Alexa.

Purtroppo per quanto riguarda il supporto a nuove lingue (ad oggi le uniche disponibili sono solo l’inglese americano, il coreano e il cinese) dalla compagnia coreana non è emersa ancora alcuna informazione ufficiale.

Ed il video spot di Samsung Italia sul Note 9, dove si “pretende” che gli utenti usino Bixby Voice in inglese, non fa ben sperare che l’italiano possa arrivare in tempi brevi.

Ritardo confermatoci di recente anche da alcuni nostri contatti, che prevedono un possibile arrivo della lingua italiana solo a partire dai primi mesi del 2019.

Insomma pure con il Note 9 Bixby va accettato così com’è.