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Ago 292016
 

E’ purtroppo diventata una notizia ricorrente quella che vede Samsung ostacolare le procedure per ottenere i permessi di root sui suoi smartphone, soprattutto all’uscita di un nuovo modello Galaxy.

Anche nell’ultimo Note 7, infatti, sono presenti delle ulteriori misure di sicurezza che tentano di impedire questo genere di pratiche, come confermato da Chainfire già al lavoro sul dispositivo (per ora solo da remoto perché in Olanda, il paese in cui vive, l’uscita è stata ritardata).

La difficoltà questa volta deriva da una nuova protezione che agisce direttamente a livello di kernel e che non appena riconosce l’esecuzione di un processo con privilegi di root insolito comporta il riavvio immediato del dispositivo.

This time, they’ve decided to kernel panic in case a ‘priviliged’ process (uid or gid below or equal to 1000, so this includes root and system processes) creates another process that isn’t stored in /system or rootfs. SuperSU itself does this, but so do a great many root apps. Any time this happens: immediate reboot.

android root impedito

Sebbene Chainfire la ritenga una protezione piuttosto inutile ai fini della sicurezza dello smartphone, per ora è impossibile da disattivare attraverso la semplice modifica del ramdisk (il meccanismo sfruttato dalle procedure di root con le ultime release di android).

Fortunatamente lo sviluppatore olandese ha già trovato una soluzione alternativa per aggirarla, ma è da considerarsi provvisoria inoltre non è ancora riuscito ad applicarla ai pacchetti CF-Auto-Root.

Per chi avesse già un Note 7 l’unica soluzione per ottenere il root al momento è quella di installare una recovery TWRP e flashare l’ultima versione del pacchetto .zip di SuperSu (la 2.76).

 

fonte Chainfire Google+