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Giu 022015
 

Molti di voi negli ultimi mesi all’apertura di un qualsiasi sito web sicuramente si saranno già imbattuti in una nuova forma di messaggi pop-up che compare subito durante il caricamento della pagina.

Ebbene questa volta non si tratta di una nuova forma di pubblicità che ostacola ancora di più l’usabilità, ma di un’imposizione proveniente direttamente dall’Unione Europea (Direttiva 2009/136/CE, in Italia diventata operativa proprio oggi 2 giugno) che secondo i piani di chi l’ha escogitata servirebbe a difendere la privacy degli internauti.

legge cookie

Tali popup non sono altro che degli avvisi che informano l’utente dell’utilizzo dei cookie da parte del sito visitato, invitandolo ad esprimere il proprio consenso o consultare la relativa informativa di approfondimento prima di procedere con la navigazione.

Ma cosa sono esattamente i cookie?

I cookies, in italiano biscotti, non sono altro che dei semplici file di testo o di database dalla dimensione di pochi KB salvati nella cache, che contengono al loro interno informazioni di appoggio sulla sessione di navigazione (e non dati personali privati o simili) che il browser instaura con un determinato sito web.

cookie-androidgalaxys

Ogni sito web può generare vari tipi di cookie a seconda del numero di servizi utilizzati.
Ad esempio se inserite un commento loggandovi in questo sito, Disqus (la piattaforma che noi utilizziamo) ne creerà uno che ricorderà le vostre credenziali al successivo accesso.
Stessa cosa anche per i pulsanti di condivisione dei vari social network che trovate negli articoli.

I cookie sono poi usati anche dalle agenzie pubblicitarie che operano sul web al fine di proporre in maniera automatica agli internauti banner mirati ai loro interessi.
Anche lo stesso meccanismo che permette di generare il pop-up di avviso sui cookie ne richiede addirittura uno!

Da specificare però che i dati dei cookie sono accessibili solamente dal servizio che l’ha generato e non dal sito che li ospita (per intenderci noi non sapremo mai le vostre credenziali utilizzate per il vostro accesso a disqus o i vostri gusti pubblicitari) e comunque in nessun modo chi li ha creati può risalire ai vostri dati personali come ad esempio l’indirizzo, il numero di telefono o simili (questo lo può fare solo il vostro provider Internet, le autorità e organismi governativi di spionaggio vari).

violazione privacy

Per sensibilizzare tutti gli utenti su questo grave problema l’Unione Europea ha pensato bene come unica soluzione che miliardi di pagine web sotto la sua giurisdizione dovessero adottare degli elementi di notifica ben visibili come neanche con i banner pubblicitari più fastidiosi sono riusciti a fare nella loro storia, oltre che ad un’informativa dettagliata sui cookie che vengono utilizzati.

Per i trasgressori si parla di multe salatissime che possono addirittura arrivare fino a 120.000€.

ue soldi cookie

Una legge che va oltre al ridicolo, non solo perché tecnicamente priva di senso, ma anche perché per come è stata pensata nella realtà non risolve un bel niente.

Per gli internauti più informati non cambierà nulla visto che ormai avranno già sentito parlare dei cookie e per loro ora questa non sarà altro che un’altra scocciatura in più da gestire durante la navigazione.

Per gli internauti alle prime armi non cambierà nulla lo stesso visto che neanche questa legge li può aiutare a capire cos’è e a cosa serve un cookie (sempre che l’avviso e l’informativa li leggano veramente).

Per la “privacy” non cambierà lo stesso nulla perché i cookie continueranno ad esistere fino a quando i colossi del web non finiranno di mettere a punto sistemi di tracciamento delle preferenze alternativi (immaginate cosa possono fare Google con Android, Microsoft con Windows e Apple con IOS).
Inoltre dato il loro elevatissimo numero è impensabile che un utente si metta ad esaminarli uno per uno e per giunta per ogni sito da lui visitato.

Per le società che creano servizi e che usufruiscono veramente dei cookie non cambierà lo stesso nulla visto che gli effetti della legge colpiscono solo i webmaster che li diffondono.

Per i webmaster (anche coloro che possiedono una semplice pagina personale) invece il popup di avviso dovrà ora considerarsi a pieni titoli come parte integrante del web design.
Per rimanere sempre in regola dovrà inoltre stare sempre ben attento che i servizi utilizzati non cambino i loro cookie da un giorno all’altro per ritrovarsi all’improvviso fuorilegge.

Insomma una legge che a quanto pare serve solo all’Unione Europea per potersi vantare di essere stata la prima ad aver messo finalmente le briglie al web.

Ma per la privacy delle persone, quella vera, che gli organismi governativi (vedi anche NSA) o le società commerciali cercano di calpestare ogni giorno chi farà veramente qualcosa?

E poi tra i tanti problemi esistenti siamo sicuri che non c’era proprio di meglio su cui legiferare?