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Ott 172016
 

Continuano a trapelare dettagli sullo sviluppo del Galaxy Note 7, anche se le vere cause dei problemi che hanno portato al loro ritiro rimangono tutt’oggi completamente ignote.

Secondo una fonte attendibile del The Wall Street Journal, Samsung avrebbe testato e certificato le batterie impiegate nel dispositivo in casa anziché affidarsi al CTIA (Cellular Telephone Industries Association), un ente con 28 laboratori sparsi in tutto il mondo che si occupa proprio della verifica della sicurezza di tali componenti e della loro effettiva conformità a quanto previsto dall’IEEE (Electrical and Electronics Engineers).

Una prassi assolutamente regolare e non nuova al gruppo koreano dato che i suoi laboratori sono comunque certificati CTIA, ma che ormai non viene più seguita da nessun altro produttore (Apple e Microsoft compresi) in quanto oggi preferiscono tutti affidarsi a questo ente indipendente.

note 7 esploso

La cosa insolita, però, è che in occasione del primo richiamo ufficiale Samsung aveva spiegato che il problema era dovuto esclusivamente alla batteria (qui maggiori dettagli), quindi le batterie del Note 7 non avrebbero mai dovuto superare con successo tutte le fasi di test.

Del resto il CTIA ha dichiarato di non aver mai avuto problemi del genere su ben oltre 1500 batterie certificate tramite le sue procedure, le stesse che in teoria avrebbe dovuto adottare anche Samsung.

Forse qualcuno in casa Samsung durante i test avrà chiuso un occhio? Al momento si tratta solo di illazioni, ma ora anche il CTIA stesso vuole vederci chiaro su quello che è successo.

 

fonte wsj.com, via phonearena.com