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Dic 052016
 

Forse potrebbe essere stato definitivamente svelato il vero motivo delle esplosioni delle batterie dei Note 7, che ha portato Samsung ad interrompere la sua commercializzazione di ritirarlo per sempre dai mercati.

A divulgarlo è stata la società californiana Instrumental (specializzata nei processi produttivi e nel controllo qualità), che dopo essere entrata in possesso di un’unità completamente nuova ha provveduto ad analizzarla servendosi anche di un particolare macchinario chiamato stazione di ispezione costruito internamente.

instrumental-note-7

Quello che bisogna sapere è che tutte le batterie al litio quando si caricano e scaricano, a causa di alcuni processi chimici, tendono ad alterare la propria dimensione originaria gonfiandosi.

Proprio per questo gli ingegneri che progettano gli smartphone prevedono una certa percentuale di spazio sopra la sua area, solitamente un 10%.

batteria galaxy s7

Quella del Note 7 esaminato da Instrumental ha invece uno spessore di circa 5,2 mm, esattamente come quello del vano che la ospita, senza quindi alcuno spazio libero di riserva che in questo caso sarebbe dovuto essere di almeno 0,5 mm.

Una scelta rischiosa che gli ingegneri Samsung hanno cercato di bilanciare disegnando il vano con pareti in alluminio e un certo margine di distanza sui suoi lati, soprattutto nei quattro angoli, per impedire che il circuito stampato arrivasse a toccare il sacchetto della batteria.

batteria-note-7-spazio

Ma per il Note 7 questo non è stato sufficiente perché l’eccessiva pressione esercitata sulla batteria (dovuta sia al normale processo di alterazione delle dimensioni della stessa che allo stress accumulato dalla cover posteriore) porta i due poli al suo interno ad entrare in contatto tra loro causando un cortocircuito (proprio come aveva dichiarato Samsung stessa in occasione del primo richiamo ufficiale).

Ma com’è possibile che gli ingegneri Samsung non si siano accorti di nulla?

Secondo Instrumental la fase di test delle batterie non sarebbe stata adeguata. Solitamente si tratta di un processo che richiede molto tempo (a volte anche un anno) e che per ottenere risultati affidabili deve essere ripetuto su migliaia di unità, soprattutto per un dispositivo che introduceva così tante innovazioni e cambiamenti.

Insomma una spiegazione che unisce un po’ tutte le teorie emerse fino ad oggi: progettazione affrettata, design non adeguato / batteria troppo grande.

Ora non resta che attendere il comunicato ufficiale di Samsung promesso per la fine dell’anno. Sperando che sia convincente, si intende.

 

fonte Instrumental