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Lug 192012
 

 

Per ogni novità tecnologica, hardware o software che sia, si tende sempre a descrivere i vari benefici apportati con una visione piuttosto ottimistica, a volte sovrastimando addirittura i vantaggi che gli utenti potrebbero realmente ricavarne.

Negli ultimi mesi, ad esempio, è stato dato ampio risalto ai nuovi processori Quad Core, all'ottimizzazione del codice Linaro e per ultimo al Project Butter (più noto col nome effetto burro), spesso pubblicizzati da più parti come vere e proprie rivoluzioni.
 

Ma è veramente tutto oro quello che luccica?

Quanti sono coloro che ancora oggi non hanno ancora avuto modo di apprezzare i benefici di una cpu dual core su uno smartphone della passata generazione (vedi possessori Lg)?

E considerando l'incremento delle prestazioni avuto, c'era veramente bisogno di cpu quad core con frequenze ancora più elevate?
 

Per non parlare del tanto chiacchierato progetto Linaro, in grado secondo alcuni di migliorare le prestazioni addirittura del 100%.
Il video in cui Bernhard Rosenkränzer, un membro di questa organizzazione non profit, mostrava i progressi compiuti su Android ha subito fatto il giro del web.

Ma alla fine pochi sono riusciti ad avere dei benefici reali.

Per la verità nessuno del team Linaro ha mai fatto dichiarazioni specifiche che riguardassero l'incremento delle prestazioni, ma sono stati i vari blog del settore a "semplificare" le informazioni trapelate, gridando al miracolo.

Un po' come si sta facendo nelle ultime settimane parlando delle novità introdotte da Google in Jelly Bean, come ad esempio il Project Butter, o come si è fatto a suo tempo parlando dell' accelerazione grafica di Ice Cream Sandwich.

Eppure, ancora una volta, non tutti sono rimasti contenti.
 

L'errore più comune che si commette quando vengono valutati i potenziali miglioramenti di queste tecnologie è quello di non considerare affatto il contesto in cui vengono applicate.

Ci si dimentica che gli smartphone non sono come dei PC.
Anche se basati sullo stesso sistema operativo, richiedono da parte dei vari produttori un lavoro specifico che permetta di adattare il codice all'hardware e al tempo stesso supportare le varie tecnologie proprietarie (software o hardware).

Quello che più comunemente viene chiamato col nome di "ottimizzazione".
 

Proprio per questo motivo sarà veramente difficile che le ultime novità di Google riescano a portare dei benefici evidenti a tutti i possessori di un telefono android.
Sopratuttto per un dispositivo della serie Galaxy, che in quanto a ottimizzazione rimane sempre un punto di riferimento per tutti gli altri smartphone, Google Experience compresi.