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Mag 312014
 

Di ufficiale non c’è ancora nulla e le cose potrebbero cambiare ancora, ma quanto scoperto da Chainfire analizzando i cambiamenti in atto sul codice sorgente di android potrebbe avere un impatto negativo sul mondo del modding.

Tra i sistemi di protezione allo studio di Google per rendere più sicuro il suo sistema operativo ce ne sarebbe uno in particolare in grado di bloccare l’accesso alla partizione /system, anche agli utenti che hanno provveduto ad abilitare i permessi di root sul proprio telefono.

root-android-pericolo

L’intera partizione verrebbe così resa sempre in sola lettura a meno che non si decida di applicare una qualsiasi modifica tramite recovery (cosa indispensabile per applicare gli aggiornamenti via OTA).

Mentre per l’utente normale non cambierà assolutamente nulla, se non il fatto di poter contare su un livello di sicurezza ancora maggiore rispetto al passato, per gli amanti del modding le cose potrebbero invece complicarsi.

Ogni mod infatti avrà bisogno necessariamente di un pacchetto .zip da flashare via recovery modificata, non soltanto per la sua installazione ma anche per ogni modifica da effettuare alla partizione /system.

android-adb-recovery-download-mode

E anche la rimozione di un’app di sistema preinstallata dal produttore (il bloatware) non potrà più essere fatta manualmente tramite un semplice file manager come Root Explorer o simili.

 

L’unico metodo possibile per aggirare completamente tale limitazione sarà quella di installare sul telefono  un kernel modificato da terze parti, sempre che questo però sia disponibile.
Insomma anche se venisse trovato sui Galaxy un metodo in grado di abilitare i permessi di root senza alterare il contatore Knox non servirà più a nulla.

 

Ripetiamo però che quanto scoperto riguarda per ora soltanto del codice temporaneo e potrebbe non arrivare mai nelle versioni finali di android.

 

fonte Google+ Chainfire

  • alallo

    che schifo.

    • ANDROIDFOREVER

      la personalizazione di android sta di fatto nel modding e questo il successo di android ,inutile raccontarsi favole ciao

    • Alfio Perego

      Giusto, diventeremo tutti, iAndroid….

  • Johnny

    Bhè, prima o poi doveva accadere, non ci sarebbe da meravigliarsi.

    Nulla contro il modding, ma è innegabile che consentire l’accesso alla partizione di sistema è una voragine per l’ingresso di tutti quelli che eventualmente sono malintenzionati.

    E questo, prima o poi deve finire e l’accesso deve essere portato ad un livello di sicurezza il più elevato possibile.

    Questo sta nella logica delle cose ed è del tutto stupefacente che ad oggi non abbiano ancora preso seri provvedimenti al riguardo, considerata la notevole diffusione degli smartphone e la grande mole di dati sensibili che “girano” in tali sistemi ogni giorno.

    • Non vedo dove sia il problema. Si presume che un utente che ha permessi di root sia un amministratore di sistema, pertanto sta all’utente non creare pratiche che costituiscono pericolo per il sistema. Se installo una distro linux sul mio sistema e ci lavoro e poi installo ed effettuo operazioni senza ritegno tramite i permessi da super user non vado certo a lamentarmi con chi sviluppa Linux o la distro… me la prendo con me stesso che sono un cretino al massimo. Pertanto, i permessi devono continuare a esistere e consentire modifiche, sono gli utenti che andrebbero educati diversamente e dovrebbero capire il valore di uno smartphone e l’entità dei danni che possono causare, sempre andando a considerare i vari casi. Poi che si possano prevedere vari livelli di sicurezza perchè no… Per il modding grafico basta spostare tutto in un altra cartella, per il modding più pesante vorrà dire che si ricorrerà a flash Kernel da recovery…

    • Johnny

      Non tutti capiscono ed hanno le competenze, nemmeno quelli che si reputano “esperti”, di capire esattamente e soprattutto di sapere che cosa contengono e l’esatto significato di alcune righe di codice e a chi indirizzano, più o meno palesemente, alcuni dati. 😉

    • Ne convieni con me però che di certo l’utente che si reputa esperto e usa i permessi da super user e fa danni di certo non può imputare il problema al sistema. Il sistema prevede tutti i controlli, se poi l’utente cerca exploit per avere permessi non suoi e non sa cosa fa è altro conto. Nessun codice è esente da errori, si troveranno sempre dei mezzi e Google non si è dimostrata contraria ai permessi di root al di fuori della garanzia da giustificare una blindatura ulteriore rispetto all’ottima gestione dei permessi linux.

  • NippoJin

    Sono molto dubbioso su questo fatto. ..
    Spero si inventino qualcosa di veramente valido…

  • riccardo

    Spero davvero che sia un codice temporaneo

  • Matteo88

    Hacker all’ attacco! Obbiettivo.:completa distruzione di google! Decretiamo la fine dei monopoli!

  • disqus_qTKV9ixESx

    NOO GOOGLE CHE FAI??? ROVINI LINUX!!

  • andrea fava

    Le limitazioni riguardano appunto i file manager il resto cambierebbe di poco. Anche adesso per i cambiamenti radicali per scrivere su /system si accede da recovery salvo alcuni rari casi. Xposed ad esempio richiede il riavvio proprio per accedere a /system. Google sta cercando di modificare android per renderlo appetibile alle aziende con il discorso sicurezza. Non credo che il mondo del modding subirà un duro colpo. Sicuramente a chaifire e soci gireranno gli zebedei per lo sbattimento ulteriore richiesto da nuove modifiche al codice sorgente. Vedremo. Non fasciamo la testa prima di romperla

  • Alfio Perego

    Del root ne potrei anche fare a meno, ma per favore allora permettetemi di togliere app come bon appetit e molte altre utili solo hai giapponesi.

  • Pensa che per me dovrebbero mettere i diritti di root a disposizione di default… E’ la cosa che distingue Android da iOS, non mi sembra molto intelligente mettere questi limiti… Tanto gli “utonti” non possono fare più danni di quanti non ne possano fare senza.