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Nov 272015
 

Se mai ce ne fosse stato bisogno, a confermare che in Italia i prezzi degli smartphone sono i più alti al mondo ci ha pensato un’interessante comparativa del sito Rootjumky che ha messo a confronto diretto i principali modelli di Samsung, Apple, Huawei e Oppo.

La differenza più marcata la si ha con l’iPhone 6s e il Nexus 6P, con un sovrapprezzo rispetto alle unità vendute negli Stati Uniti rispettivamente di ben 273,24 e 285,58 dollari (circa 258 e 269 euro).

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prezzi italia mondo iphone 6s 1

prezzi italia mondo iphone 6s 2

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prezzi italia mondo nexus6p 1

prezzi italia mondo nexus6p 2

Ma come potete vedere anche per quanto riguarda i Samsung, come ad esempio il Galaxy S6 edge, le cose non cambiano.

prezzi italia mondo galaxy s6 1

prezzi italia mondo galaxy s6 2

Occorre però specificare che i valori dell’analisi sono in parte sbagliati in quanto calcolati sui prezzi degli Stati Uniti privi della corrispondente IVA (la Sales Tax, che comunque può variare da 0 ad un massimo del 9% in base al singolo stato).

In ogni caso il risultato finale della comparativa non cambia perché le differenze in termini percentuali continuano a rimanere quelle, con i prezzi italiani che si confermano sempre tra i più cari, proprio come avevamo dimostrato in occasione dell’avvio della commercializzazione dei Galaxy S6 (leggi articolo).

Ovviamente la colpa non è tanto delle aziende quanto al livello di tassazione più alto presente nel nostro paese, che può vantare anche tasse create ad hoc come quella dell’equo compenso.

 

fonte rootjunky.com via Xda Portal

  • davide

    Ma che comparativa è?
    Dove stanno gli altri paesi europei come Francia Germania Belgio Francia ecc.

    • THEMAB

      Hanno preso gli stati in ogni parte del mondo, che senso ha prendere francia e germania se in europa costano meno di uk e italia

    • Micky

      forse c’è ancora chi ha qualche dubbio che non sia così 😀

  • steph9009

    ma sono cose che si sanno. il vero problema è il cancro dell’e-commerce, che se fosse affidabile e serio (sia come assistenza post-vendita che garanzia di legge) come il negozio fisico (specie se una catena di grande distribuzione), qualcosa riusciremmo pure a risparmiare. invece basta una volta una transazione andata male per qualche problema o truffa che perdiamo tutto il vantaggio di comprare online… (per fortuna io di grandi *** non ne ho ancora prese, o meglio sì, ma sono corso ai ripari!)

    • Stefano

      L’ecommerce un cancro? Affidabile e serio come un negozio fisico? Mi sa che sei un venditore fisico altrimenti non si spiega un commento del genere, davvero!

    • THEMAB

      Beh non hai tutti i torti. Nei negozi fisici se non gli sfasci il locale o li minacci di ricorrere agli avvocati non ti ascoltano nemmeno, in quelli online basta un email per metterli in riga. Evidentemente l’amico non la racconta giusta..
      Poi basta acquistare su siti seri come Amazon o Glistockisti e di problemi non ne avrai di sicuro.

    • steph9009

      sì ok va bene mi avete smascherato è tutta una cospirazione zomg

    • R4nd0mH3r0

      prima dici che l’ecommerce è un cancro, poi dici che compri molto online….

    • steph9009

      che sia organizzato male e sia ad alto rischio (anche su siti come Amazon, seppur minimi) è un dato di fatto. in ogni caso non mi paiono due dichiarazioni incoerenti. perché uno dovrebbe precludere l’altro? È stupidi parlare per esperienza??!
      ehm sìsì ok hai ragione te

    • steph9009

      Amazon è immenso e fatto da vari venditori oltre a loro stessi, e sebbene sia una spanna sopra tutti gli altri (compreso Ebay) non è immune dal creare problemi… mi è successo di recente legato ad un buono regalo.
      Sono sfigato? No, sono semplicemente uno che compra molto online: la legge dei grandi numeri vuole che così sia più facile incappare in qualche guaio.
      Guaio che, in un negozio fisico, solitamente non avviene o si può prevenire, soprattutto in certi settori ed ambiti (come l’abbigliamento, la scelta dei materiali, provare prima con mano, ecc.).
      Tanto di cappello ad Amazon ovviamente, che è uno dei pochi (insieme ai venditori professionali di Ebay) ad offrire un mese per il recesso, ma ripeto, non è sempre tutto così facile.
      Sempre su Amazon, un altro caso, di venditore che spediva dalla Cina: aveva pubblicato una descrizione palesemente errata dell’oggetto in vendita, ho chiesto il reso e (giustamente) mi hanno chiesto di spedire indietro la merce.
      Dove sta il problema? Che la spedizione è a mio carico (posso scegliere se tramite francobollo o corriere) ed il rimborso avverrà SOLO DOPO che gli oggetti tornano a loro (SE tornano, a causa della poca affidabilità delle poste).
      Di questi problemi non ne ho mai avuti in un negozio fisico, nemmeno con i cinesi (da cui ho appunto comprato).
      M2C (My 2 Cents)

    • THEMAB

      Se fossi stato più informato avresti potuto chiedere il rientro per garanzia ad Amazon e ti avrebbero rimborsato loro.

    • steph9009

      la risposta me l’ha proprio data Amazon… nel centro resi c’è “stampa etichetta” e le info per spedire (cosa che non ho ancora fatto perché non mi fido troppo che arrivi la merce, né so il quando xD di vedere 7€ di rimborso tra 6 mesi non mi interessa minimamente… quindi pensavo di tenermi la merce seppure difettosa :/

    • steph9009

      P.S. spesso nei negozi fisici devono sottostare a delle regole, non trovi mai il titolare, di quello ne prendo atto…
      ma se c’è il titolare dubito che non ti ascolti nemmeno, se non lo fa è perché il cliente parte già con delle pretese piuttosto che cercare assistenza.
      In ogni caso ho visto spesso gente lamentarsi per cose assurde e sostenere/volere a tutti i costi la ragione, perfino quando era palesemente in torto.
      Ma sì, i guai avvengono anche in negozio.
      Online ci sono semplicemente più rischi.

    • Tersicore1976

      Scusa se mi intrometto.
      I “problemi” nei negozi fisici puoi averli quando non compri in grande catene. Se compri in grandi catene, ti trovi di fronte al commesso che spesso “ti aiuta” in caso di problemi perché se ne frega se il negozio “perde” (per modo di dire) i soldi.
      Non è così per chi ha un negozio da privato: ad un mio amico dopo 5 giorni dall’acquisto gli hanno mandato in assistenza il cellulare difettoso invece di cambiarlo, e sai perché? Perché se lo cambiano, e te ne danno uno nuovo da negozio, prima ricevano indietro il rimborso dal distributore passa “un po di tempo”. Quindi è giocoforza “spingere” a non cambiarti un bel nulla, ma a cercare di fare i propri interessi; e in questo caso specifico, cercare di non “rimetterci” con ri-accredito tardivo per prodotto difettoso.
      Io quando ho comprato il Nexus 7 da Mediaworld, mi sonda corto a casa che era già stato aperto ed era difettoso. L’ho riportato indietro e cambiato. E il commesso non ha debuttato delle mie parole, ma anzi ha pure emesso un imprecazione a denti stretti perché probabilmente invece di metterlo nella “sezione” per i resi è stato rimesso sullo scaffale di vendita all’interno del magazzino… Fosse stato un negoziante privato, avrebbe mosso delle rimostranze, ne sono sicurissimo.
      Le grandi catene ormai lo sappiamo soffocano i piccoli privati. Dali libri, alla tecnologia, agli alimenti. Una volta c’era il salumiere sotto casa a quid avi del “tu”, l’edicolante, il libraio. oggi si vive massificati. E non sempre è un vantaggio. Novità che ho notato solo da meno di un mese: no si cambiano ne si possono rendere i libri nell’ipermercato che frequento di solito. Non c’è scritto il perché. E “prima”, non li cambiavano se non c’era il talloncino del prezzo scontato (perché “loro” sono agevolati e hanno sempre gli sconti al 15%)… ma sto divagando… Se devi prendere una sola, la prendi comunque, sia perché compri al Day One un prodotto difettoso (l’ha fatto mio cugino) e per riaverlo uno nuovo aspetti 10 giorni lavorative perché sono finti e le scorte… Sia per altri motivi, come prodotti non passati come difettosi (ne ho letto un paio sui dei forum in merito al Nexus 7).

    • steph9009

      ma sono cose che infatti conosco benissimo, però dico che è molto più raro che capiti un problema in negozio che comprando online.
      comprando fisicamente il prodotto poi il pericolo di truffa scende prossimo allo 0% (ovviamente escludendo il mercato nero…)
      se poi è un prodotto che non conosci/non hai mai visto prima, il provare prima con mano è senza paragoni (è vero che si può provare in negozio ad esempio le scarpe e poi ordinare il modello su internet, ma su certe cose, come ad esempio custodie o cover o altri accessori o non so altro in generale, non è possibile).

    • steph9009

      lol, no, sono studente.
      però è vero, ho solo fatto i calcoli: con l’e-commerce quanto risparmi al day one? un 5-10%?
      il rischio di prendere bidonate c’è ed è sempre dietro l’angolo. basta una sola truffa, magari senza possibilità di rimborso, quando si parla di danni di oltre 300€ (facile nel campo della tecnologia), per farti andare a quel paese tutto quel misero 5-10% che hai risparmiato (e non solo dell’ultimo acquisto online, ma di tutti gli altri).

  • Claudio

    Chi si stupisce più ormai

  • Tiwi

    grazie politici! continuate ad aumentare le tasse…ma attenti..tirando troppo la corda prima o poi si spezza..

    • franky29

      secondo me cadiamo noi xD

    • Mr. Olympia

      Certo, la colpa è sempre degli altri, in questo caso dei politici, certo!

  • stambeccuccio

    L’Italia .. paese dei fancazzisti e di commercianti truffatori.

    Una volta, circa 500 anni fa, quando l’Italia non si chiamava nemmeno Italia, Essa era un Paese di Poeti, Scrittori, Eroi e Navigatori…

    Ma da allora, sono passati “solo” 500 anni (una eternità) .. e siamo diventati quello che siamo, cioè:
    schiavi di tecnologia altrui (nel panorama mondiale in tecnologia contiamo ZERO ASSOUTO), opportunisti, commercianti truffatori, rammolliti e gente senza un minimo di dignità per il nostro futuro e quello dei nostri figli.

    E la proverbiale “furbizia” italiana è solo un autogoal.