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Dic 082017
 

In questi anni Android si è evoluto sempre di più mettendo a disposizione degli sviluppatori numerose nuove funzionalità e API, ma anche tantissime limitazioni.
Basti pensare, ad esempio, all’impossibilità per le app di mettere in modalità aereo il telefono, disattivare la connessione dati o il gps, accedere liberamente alla microsd esterna (ai tempi di KitKat) e così via.

Limiti spesso aggirabili con i permessi di root, ma che non tutti possono permettersi per la complessità delle procedure per ottenerli, il discorso garanzia e altri svantaggi.

Per superarli, seppure soltanto parzialmente, gli sviluppatori si sono così “arrangiati” con quello che Android offriva di base: le API del servizio di accessibilità pensate per offrire funzioni particolari agli utenti affetti da disturbi visivi, uditivi e motori.

Una pratica però che ora Google non ammette più. Negli ultimi giorni la casa di Mountain View ha infatti iniziato ad avvertire gli sviluppatori che se entro 30 giorni le loro applicazioni continueranno a fare uso dei servizi di accessibilità in maniera impropria (ossia non per lo scopo per cui sono stati previsti), verranno bannate dal Play Store.

Una restrizione che limiterà notevolmente o del tutto anche app piuttosto note come Tasker (compresi centinaia di plugin di terze parti, esempio AutoInput o quelli di Marco Stornelli), Greenify, gestori di password (es. LastPass), Cerberus, quelle per la gestione delle notifiche (comprese i launcher come Nova Launcher), per monitorare le attività di altre app, per rimappare i pulsanti fisici (anche Bixby), per le gesture (es. All in One Gestures) e tantissime altre ancora.

Vedremo come andrà a finire, anche perché gli sviluppatori di queste applicazioni e i relativi utenti non l’hanno presa affatto bene.

Anche voi siete tra quelli danneggiati?

ARTICOLO del 13 novembre aggiornato l’8 dicembre:
Dopo le numerose lamentele da parte degli sviluppatori e anche degli utenti delle varie app minacciate dal provvedimento, Google sembra essere tornata sui suoi passi.
Per le applicazioni che sfruttano i servizi di accessibilità per uno scopo diverso da quello per cui sono stati progettati (ossia aiutare le persone con disabilità), ora verrà valutato di caso in caso se è realmente per un “uso responsabile e innovativo”.
Gli sviluppatori che hanno ricevuto la comunicazione dovranno inoltre spiegare in che modo i servizi di accessibilità nelle loro app sono in grado di portare dei benefici agli utenti.

Hello,
Thanks for contacting the Google Play team.

We’re evaluating responsible and innovative uses of accessibility services. While we complete this evaluation, we are pausing the 30 day notice we previously contacted you about.

We’ll notify you once our evaluation is completed. If further actions are needed to bring your app into compliance with our policies, your 30 day notice period will begin when we reach back out to you.

If you believe your app uses the Accessibility API for a responsible, innovative purpose that isn’t related to accessibility, please respond to this email and tell us more about how your app benefits users.  This kind of feedback may be helpful to us as we complete our evaluation of accessibility services.

Ricordiamo che se gli sviluppatori sono stati costretti a ricorrere ai servizi di accessibilità per garantire agli utenti qualche funzionalità in più è soltanto per le limitazioni introdotte da Google su Android con le ultime versioni del suo sistema operativo.
Quindi speriamo che in futuro per molte di queste funzionalità il colosso del web possa prendere in considerazione direttamente l’idea di implementare apposite API.

 

via Xda, AndroidPolice, Redditandroidpolice.com