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Nov 132017
 

In questi anni Android si è evoluto sempre di più mettendo a disposizione degli sviluppatori numerose nuove funzionalità e API, ma anche tantissime limitazioni.
Basti pensare, ad esempio, all’impossibilità per le app di mettere in modalità aereo il telefono, disattivare la connessione dati o il gps, accedere liberamente alla microsd esterna (ai tempi di KitKat) e così via.

Limiti spesso aggirabili con i permessi di root, ma che non tutti possono permettersi per la complessità delle procedure per ottenerli, il discorso garanzia e altri svantaggi.

Per superarli, seppure soltanto parzialmente, gli sviluppatori si sono così “arrangiati” con quello che Android offriva di base: le API del servizio di accessibilità pensate per offrire funzioni particolari agli utenti affetti da disturbi visivi, uditivi e motori.

Una pratica però che ora Google non ammette più. Negli ultimi giorni la casa di Mountain View ha infatti iniziato ad avvertire gli sviluppatori che se entro 30 giorni le loro applicazioni continueranno a fare uso dei servizi di accessibilità in maniera impropria (ossia non per lo scopo per cui sono stati previsti), verranno bannate dal Play Store.

Una restrizione che limiterà notevolmente o del tutto anche app piuttosto note come Tasker (compresi centinaia di plugin di terze parti, esempio AutoInput o quelli di Marco Stornelli), Greenify, gestori di password (es. LastPass), Cerberus, quelle per la gestione delle notifiche (comprese i launcher come Nova Launcher), per monitorare le attività di altre app, per rimappare i pulsanti fisici (anche Bixby), per le gesture (es. All in One Gestures) e tantissime altre ancora.

Vedremo come andrà a finire, anche perché gli sviluppatori di queste applicazioni e i relativi utenti non l’hanno presa affatto bene.

Anche voi siete tra quelli danneggiati?

 

via Xda, AndroidPolice, Reddit