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Lug 272014
 

Sta facendo molto discutere il recente decreto varato dal governo che stabilisce nuovi rincari per l’equo compenso SIAE, non soltanto perché danneggia ancora una volta i consumatori italiani, ma soprattutto per la sorpresa da parte di chi l’ha ideato davanti alle conseguenze scatenate.

Ma cos’è l’equo compenso?

Diversamente da quanto si può intuire dal nome, si tratta di una vera e propria tassa che serve a risarcire la SIAE per i mancati introiti provenienti dalle copie di opere audiovisive (es. musica, film) fatte per proprio conto dai regolari acquirenti (NB: non sostituisce la normale tassa sul diritto d’autore calcolata in misura percentuale sul prezzo di ogni supporto audio e video) .

Un compenso che di equo ha ben poco per due motivi ben precisi:

  1. è determinata a priori
  2. essendo applicata a qualsiasi tipo di supporto o strumento idoneo all’archiviazione di audio e video (hard disk, TV, computer, smartphone, tablet e altri dispositivi con memorie), colpisce indistintamente tutti, anche coloro che non hanno mai fatto in vita loro una copia privata o addirittura acquistato cd musicali e video.

Una tassa che nell’era dello streaming digitale e dei servizi cloud appare del tutto anacronistica, come confermato addirittura da uno studio che smentisce la SIAE commissionato dallo stesso governo sul comportamento degli italiani in merito alla copia privata (gennaio 2014, ministro Massimo Bray, Internet e la fruizione delle opere dell’ingegno).

tutto su equo compenso siae

In cosa consiste il decreto?

Firmato dal Ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini, il Decreto del 20 giugno 2014 prevede nuove tariffe per il calcolo dell’equo compenso SIAE.

Ecco una tabella riepilogativa:

aumenti-equo-compenso

La polemica

Nelle “ingenue” intenzioni del legislatore i rincari avrebbero dovuto colpire solamente i produttori, ma anche i meno esperti di economia sanno benissimo che questo è tecnicamente impossibile.
Le aziende non sono enti di beneficenza ed è una conseguenza del tutto normale che nella gestione d’impresa i costi vengano poi scaricati sui consumatori finali.

Come può mai pretendere una terza parte all’interno del libero mercato di imporre il contrario?

E come prevedibile le reazioni delle aziende produttrici oltre che quelle delle associazioni per i consumatori non si sono fatte di certo attendere.
La Apple infatti ha subito adeguato i prezzi dei propri iPhone, iPad e MacBook definendola come tassa sul copyright.

aumenti-apple-equo-compenso

Anche Samsung aumenterà i prezzi?

Al momento i listini italiani dei Galaxy non hanno ancora subito variazioni, ma stando a quanto riportato da alcuni portavoce Samsung a Repubblica.it la società starebbe ancora valutando cosa fare per rientrare dalle perdite che inevitabilmente questo decreto comporterà.

E’ così grave un aumento di pochi euro su prodotti così costosi?

Probabilmente alcuni si staranno chiedendo se le polemiche sui rincari dell’equo compenso non siano alla fine eccessive visto che anche per gli smartphone più costosi si parla soltanto di pochi euro su un totale di oltre 600€.

In realtà occorre tenere i considerazione alcuni aspetti non di poco conto.

  1. Per aziende come Apple e Samsung che vendono nel nostro paese milioni di unità all’anno questo si traduce in una perdita di introiti che può arrivare anche a svariate decine di milioni di euro.
  2. Rapportare i rincari soltanto al prezzo finale non è corretto in quanto sempre gonfiato dai vari passaggi di filiera.
    Quello reale di fabbrica è molto più basso e i 5,20€ incidono quindi in misura maggiore.
  3. Equo compenso a parte, l’imposizione fiscale italiana per le aziende è la più elevata in Europa e questo rende i prezzi del nostro mercato ancora più alti rispetto a quello degli altri paesi.
    Ad esempio per uno smartphone top di gamma come il Galaxy S5 o l’iPhone 5S la differenza sul prezzo tra Italia e Germania può superare addirittura i 50€.

prezzi-galaxy-s5-italia-germania-2
prezzi-iphone-italia-germania-2

La reazione del Governo e della Siae

Davanti alla mossa da parte della Apple di aumentare i prezzi dei propri prodotti sia Governo che Siae si sono mostrati scioccati e indignati.

La Società Italiana degli Autori ed Editori ha accusato Apple di avere come unico obiettivo quello di aumentare i propri profitti ed ha invitato tutte le associazioni dei consumatori a schierarsi in favore della Siae stessa.

comunicato-siae

Anche il Presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia (esperto in economia, promotore della web tax) si è scagliato contro Apple perché colpevole di voler difendere i propri profitti e ha inoltre minacciato le aziende del web di inasprire le sanzioni nei loro confronti (fonte).

Infine in difesa dei rincari dell’equo compenso è intervenuto lo stesso Ministro Dario Franceschini.
Per spiegare che non è colpa del suo decreto se la Apple ha aumentato tutti i prezzi in Italia ha diffuso un tweet con le cifre sulle copie private applicate dagli altri paesi.

Come viene gestita negli altri paesi la tassa sulle copie private?

Negli altri paesi europei la tassazione sulle copie private varia da stato a stato e nel Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Cipro e Malta addirittura non è affatto prevista.
Alcuni stati poi si limitano ad applicarla solamente a supporti come cd, dvd o hard disk esterni, escludendo altri dispositivi come pc, tablet o smartphone.

In realtà anche in Germania e Francia le cose sono differenti da come riportato dal Ministro Franceschini nel suo tweet.

Nel paese tedesco infatti per ora la tassa è in fase di discussione e i 36€ non vengono ancora applicati.
In quello francese invece per ogni vendita è specificato in maniera ben chiara l’ammontare dell’importo che ricade sul cliente (e che quindi conferma che non è assorbito dal produttore).

Come finirà?

Difficilmente il Governo Italiano farà retromarcia e per i motivi già spiegati sopra è impossibile che il costo dell’equo compenso vada a ricadere interamente sui produttori.

Probabilmente per molti smartphone e tablet già in commercio i prezzi di listino continueranno a rimanere inalterati, almeno in questi mesi, ma con l’arrivo dei prossimi modelli le cose potrebbero cambiare e al contrario di quanto viene in Francia nessuno se ne accorgerà.

  • pietro64

    Che tristezza. …. qui non si fa altro che rimpinguare le già grasse tasche di qualcuno.
    Poverelli noi.

  • Ma551m0

    E’ un Film già più volte visto. Basti pensare alla recente vicenda delle Compagnie Telefoniche che, causa di una “perdita economica” dovuta ad una Legge europea, ha scaricato sull’Utente finale il conseguente mancato introito (?), portando a pagamento i messaggi di avviso di “ti ho cercato alle ore…”.
    Viviamo in un Paese che, alla luce di moltissimi fattori, è realmente da considerarsi il “Terzo Mondo”. …E sempre più spesso, per altrettanti sempre più frequenti motivi, quando mi trovo all’Estero provo legittima Vergogna di appartenere a questa pseudo nazione.

    Il Governo potrà mostrare anche apparente ed ipocrita indignazione davanti a questo fatto, ma alla fine… da chi arrivino quei soldi poco gli importa. Importante è SOLO che arrivino.
    Ricordo che Non intervenne (vergognosamente) quando passammo dalla Lira all’Euro, quando 1000 Lire avrebbero matematicamente dovuto corrispondere a 0.5 Euro (1 Euro = 1936.27 Lire, appunto, MA passò praticamente inosservato che la reazione a catena…. il cambio 1:1 stava impoverendo tutti gli italiani)… Figuriamoci se interviene ora che la cifra in negativo a nostro carico ed il numero di persone che coinvolge è di gran lunga minore.

    Poveri noi!

    P.S. Prof… Correggi la svista aggiungendo una “H” in una parola contenuta nella frase “Un compenso che di equo a ben poco per due motivi ben precisi”.
    Non se po’ vedè! 😛

    • Tersicore1976

      Bhè ma lo vuoi paragonare allo scandalo “Saldi” che è stato smascherato 2 o 3 anni fa ed è caduto nel dimenticatoio? “Prima dei saldi costava 100″…. “Durante i saldi costava sempre 100, ma mettevano il cartello che riportava 150 cancellato e prezzo in saldo 100″… La verità è che le associazioni di difesa consumatori “Non valgono nulla”… Parlano, parlano e non fanno nulla… Come ho detto sopra: ad Agosto arriveremo come al solito a 2€ per la benzina in autostrada… nessuno che fa nulla…

  • Tersicore1976

    Invece di prendersela con Apple, di dire alle associazioni si unirsi contro un società straniera, che si mettano per davvero a “guardare”, “giudicare” e “punire” lo scandalo di ogni Agosto qui in Italia: si parte per le vacanze e in autostrada la benzina arriva a 2€ !!! E nessuna fa nulla… Che poi ancora devono spiegare come faccia la benzina ad aumentare sempre nel giro di occhi giorni e poi per scendere ci vogliono invece dei mesi. Che non perdano tempo con un prodotto che si compra una volta all’anno (e dè già tanto) per cui ci aggiungiamo 5 € su 700… Sono le piccole cose che fanno mucchio alla fine dell’anno che passano sotto al naso degli italiani che rendono difficile arrivare a fine mese.

  • francioso

    Articolo molto chiaro, c’è poco da discutere. Almeno che sia ben specificato da tutti come fa apple quanto gravano le tasse sul prezzo finale!

  • ste

    Che strano, perché nessuno è intervenuto quando i servizi recall sono divenuti a pagamento?

  • ANDROIDFOREVER

    governo di ladri legalizzati e politici corrotti,anziche’ fare qualcosa per il popolo continuano a generare tasse su uno stato che e allo stremo….fanno schifo

    • Arbyyz

      Fate schifo politici,mi meraviglio che ancora non é successo niente a livello di rivolte…considerando poi dove ci hanno portato negli ultimi 10 …altro che rivolte….

    • Arbyyz

      Negli ultimi dieci anni x essere generosi….cmq prima o poi qualcuno dovrà porre un fine a queste tasse così fantasiose e provocatorie…

    • mattia

      io mi chiedo come tu possa anche solo pensare il perchè non ci siano rivolte.. si vive su facebook, si spendono soldi il sabato sera in alcolici, si comprano telefoni da 700 euro, a molti ragazzi non interessa essere disoccupati e potrei continuare.. finchè ci sono i genitori che pagano tutto ai figli si andrà avanti così. quando avran finito anche gli ultimi risparmi forse si inizierà a pensare diversamente, ma fino ad allora […]

  • Fabio

    non ha saputo trovare esempi migliori di quelli di francia e germania ahahahahah

  • Taurus

    Se mi faccio una copia per uso privato, in cosa danneggio i produttori? Li danneggio se la copia la faccio per qualcun altro, che così non comprerá l’originale. Allora, se mi mettete la tassa, mi state autorizzate a fare la copia ad uso altrui. Praticamente, visto che è materialmente impossibile bloccare la pirateria, la sfruttano per guadagnarci qualcosa, cioè meglio poco che niente: il principio alla base del condono.

    • Ma551m0

      Più che d’accordo con te. A questo punto mi sento autorizzato a divulgare copia.
      Ciò che maggiormente indigna è che si venga a prescindere considerati colpevoli quando, in realtà, siamo sempre comunque innocenti fino a prova contraria.

      Ribadisco.. .Sempre più terzo mondo!

  • Alessio Guaglianone

    ormai siamo a livelli assurdi in italia tassare la copia privata e come dire ti tasso a seconda di quante volte vai al bagno..i nostri politici non sanno piu dove rubarci i soldi

  • Alfredo

    La cosa più assurda è che poi vogliono far passare Apple come azienda “scorretta”, ma si sta comportando in maniera logica direi. Già in Italia il prezzo di questi “giocattolini” è di gran lunga superiore che negli altri paesi adesso dopo questa genialata aumenteranno ancora. Sempre peggio

  • Yuri Tosini

    SIAE deve sparire. Non è un organo di tutela, ma una casta vera e propria…

  • Gianmarco

    Se si continua di questo passo, entro il 2016, riusciremo a comprare un pennina USB da 64GB a 1000€

  • matteo88

    Buffoni!!!La SIAE e una società a delinquere e pertanto deve sparire!sul ministro franceschini non vale neanche la pene sprecare parole.

  • Nomak

    Bell’articolo, complimenti. Per quanto riguarda l’argomento trattato, è l’ennesima pagliacciata all’italiana, purtroppo. Si fanno delle cose ingiuste e insensate, si accusa chi reagisce di essere cattivo e poi si dice che altrove funziona anche peggio, quando non è vero. Anche se, devo ammettere, ho trovato esilarante la parte dell’annuncio della SIAE in cui si invita le associazioni dei consumatori a schierarsi con loro, quando invece già da tempo girano petizioni CONTRO di loro 😀

  • Billy

    Ma poi la SIAE con quei soldi che ci fa? Li spartisce fra autori ed editori (con quale criterio)? Se li intascano i dirigenti? Li mangia tutti Gino Paoli?

    • Lazzarus

      Una buona fetta mi sa che va a franceschiello. Chi vuol capire capisce

  • Gerry Ares

    Per chi volesse approfondire l’argomento, ecco un interessantissimo articolo:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/07/10/copia-privata-le-bugie-sullequo-compenso-finiscono-in-parlamento/1055602/

  • MickTheBrick

    pensa che idiota… secondo loro un’azienda cosa deve fare se non lucro? certo con le dovute regole, ma il fine (purtroppo) è il lucro. secondo lui nei consigli di amministrazione di Apple e Samsung ci sono quelli del movimento 5 stelle che si abbassano lo stipendio per pagare le tasse ai mafiosi italiani.
    chiedete ad artisti non commerciali quanto li aiuta la SIAE… fate una prova, suonate in giro un brano sconosciuto e dichiaratelo nel foglio SIAE, poi chiedete a quell’artista se ha ricevuto compensi dalla siae… vanno tutti alle majors come EMI, Universal, Sony-BMG

  • Alba ✔ᵛᵉʳᶦᶠᶦᵉᵈ

    Soluzione facile – per recuperare i soldi rubari – scaricare volutamente 1 album musicale senza aver acquistato i diritti perché li abbiamo pagati con l’acquisto del dispositivo