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Gen 192017
 

Nuova tempesta in vista per Samsung e questa volta ben più grave rispetto a quella che si sta ormai per concludere riguardo il Note 7.

Dietro lo scandalo di corruzione che di recente ha colpito il governo della Corea del Sud e che ha portato anche alla caduta della presidente Park Geun-hye dopo che milioni di persone hanno protestato in piazza per settimane, ci sarebbe infatti anche il colosso dell’elettronica, in particolare il neo vice presidente del gruppo Lee Jae-yong.

Dopo un interrogatorio durato 22 ore per il rampollo della famiglia che ha fondato il Gruppo Samsung è stato chiesto addirittura l’arresto.
L’accusa sarebbe quella di aver versato oltre 25 milioni di dollari di tangenti a due fondazioni controllate da Choi Soon-sil (la “sciamana” e stretta collaboratrice della presidente Park) con lo scopo di facilitare la fusione delle Samsung Cheil Industries e Samsung C&T.

Park Geun-hye

Fusione che ha di fatto renderà più forte la posizione dello stesso Lee Jae-young quando succederà al padre Lee Kun-hee nel controllo dell’intero gruppo.

La notizia ha fatto subito il giro del mondo, ma al momento i giudici non si sono ancora pronunciati.
La vicenda è molto delicata anche perché nello scandalo di corruzione rientrano molti altri colossi dell’industria coreana (come Hyundai, SK e LG), quindi le conseguenze per l’intero paese potrebbero essere devastanti.

AGGIORNAMENTO 19 gennaio 2017:
Oggi la corte sudcoreana ha respinto le richieste di arresto avanzate nei confronti di Lee Jae-yong.
Il vice presidente del gruppo Samsung ha così potuto lasciare il centro di detenzione di Seoul dove aveva trascorso la notte in attesa della sentenza, senza però rilasciare alcuna intervista.
Il pubblico ministero si è dichiarato non convinto della sua estraneità alla vicenda e soprattutto al fatto che il pagamento della tangente alle fondazioni della collaboratrice dell’ex presidente Park sia avvenuto sotto coercizione.
Proprio per questo le indagini continueranno e non è da escludere una nuova richiesta di arresto. (fonte reuters.com)