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Dic 272015
 

Tra i motivi della crisi del Gruppo Samsung nel settore mobile potrebbe esserci anche il fatto di aver sempre messo in secondo piano la parte software per puntare tutto esclusivamente sull’hardware.

A sostenere questo non sono solamente quei possessori di un Galaxy che negli ultimi anni si sono sentiti traditi da alcune scelte del produttore koreano, bensì pure alcuni ex dipendenti e dirigenti Samsung intervistati dalla nota agenzia giornalistica Reuters.

samsung logo ufficio

Secondo molti di loro nei piani alti della società ha sempre predominato una cultura ingegneristica che ha portato a considerare il software solamente come un semplice strumento di marketing, finendo poi con l’essere abbandonato dopo poco tempo dal lancio del prodotto principale.

E come esempio vengono riportati proprio quei servizi quali ChatOn, Milk e tanti altri che non sono riusciti a sopravvivere per più di un anno.

Puntare tutto sull’hardware comporta poi di preoccuparsi solamente del breve periodo, evitando di sviluppare soluzioni software che in qualche modo possano aiutare a fidelizzare maggiormente la clientela nel tempo.

Un problema che si fa sentire soprattutto con i telefoni di fascia media e bassa dato che la concorrenza (soprattutto quella cinese) riesce ad offrire prodotti con le stesse caratteristiche hardware ma a prezzi molto più bassi.

Nell’ultimo periodo sembra però esserci stata una svolta, seppur parziale.

unpacked galaxy s6

Ad esempio abbiamo visto che anche i Galaxy di fascia media oggi sono in grado di offrire funzionalità software più interessanti (vedi Galaxy S5 Neo o i nuovi Galaxy A) rispetto al passato. Inoltre con lo sviluppo di Samsung Knox e Samsung Pay la casa coreana ha saputo dare ai suoi clienti dei servizi unici che il mercato sembra aver apprezzato molto.

Non è un caso che proprio dietro a questi ultimi due piattaforme software ci sia D.J. Koh, ora a capo della divisione mobile al posto di J.K. Shin entrato in Samsung come ingegnere elettronico.