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Mag 102015
 

In questi ultimi giorni sono state diverse le polemiche mosse dai vari siti del settore nei confronti della Samsung per aver utilizzato nei suoi ultimi Galaxy S6 due tipi di sensori della fotocamera posteriore completamente differenti.

Su alcune unità sarebbe infatti presente il sensore IMX240 della Sony, mentre in altre quello ISOCELL prodotto dalla stessa casa koreana.

galaxy-s6 sensore fotocamera

Anche se in entrambi i casi dal punto di vista delle specifiche tecniche non cambia assolutamente nulla, non tutti hanno gradito questa differenziazione e soprattutto il fatto di non poter conoscere a priori il tipo di sensore montato.

Tralasciando le analisi di quale dei due sia migliore (nelle varie community, come su Xda da cui è partito tutto, c’è chi si schiera a favore di uno chi dell’altro), la vicenda non ha nulla di scandaloso come molti hanno voluto far credere.

Non è la prima volta infatti che un costruttore di smartphone utilizzi all’interno del suo prodotto componenti provenienti da società diverse, una scelta necessaria soprattutto quando si devono immettere sul mercato milioni di unità ed evitare di bloccare la produzione a causa di carenze di scorte.

samsung-hardware-batteria

Ed in casa Samsung questo succede regolarmente non soltanto per la fotocamera, dove è dai tempi del Galaxy S2 che è basata su sensori differenti (Samsung, Sony o Fujitsu), ma anche per altri componenti come batterie, moduli wifi e altro ancora (chi ricorda la vicenda del chip Murata che mando in black out molti Galaxy S2 italiani?).

La cosa più importante alla fine è solamente che le caratteristiche pubblicizzate e i benefici promessi al consumatore rimangono sempre inalterati per tutti.