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Dic 242014
 

Probabilmente farà molto discutere la delibera dell’Antitrust italiano nei confronti di Samsung Italia, accusata di aver diffuso dal 2013 informazioni commerciali non corrette in merito alla capacità della memoria interna di alcuni suoi smartphone e tablet.

memoria-interna-galaxy-s4

In particolare l’oggetto della sanzione sarebbe la differenza esistente tra lo spazio effettivamente a disposizione dell’utente al primo avvio e quello nominale che veniva indicato all’interno delle schede tecniche del suo sito, dove in alcuni casi si faceva capire che quest’ultima poteva essere utilizzata per intero per salvare musica, video, foto e app.

“i 4 GB di memoria, espandibile fino a 32 GB con moduli micro SD, possono ospitare applicazioni, musica, foto, video e documenti in quantità”

Nelle pagine dei prodotti infatti non veniva affatto specificato che una parte della memoria interna è occupata dal sistema operativo e dalle varie applicazioni di sistema.

Se per alcuni smartphone di fascia alta questa differenza si può considerare nella norma, per quelli di fascia bassa dove solitamente la memoria interna non è elevata l’utilizzo del prodotto risulta fortemente limitato, proprio come evidenziato dalla seguente tabella.

tabella-samsung-memoria-interna-disponibile

Seppur le considerazioni dell’Antitrust siano assolutamente ineccepibili, l’intera vicenda ci lascia comunque perplessi.

Innanzitutto perché il problema nel non evidenziare la differenza tra la capacità nominale e quella effettivamente utilizzabile dall’utente riguarda da sempre un po’ tutti i tipi di memoria immessi in commercio.
E nel settore dei dispositivi mobile non accade solamente con i modelli della Samsung, ma anche quelli di tutti gli altri produttori.

Samsung Italia lo ha risolto da un paio di mesi aggiungendo nelle schede tecniche le seguenti note:

memoria-interna-samsung-libera

Di fatto quindi per l’utente finale non cambia nulla visto che lo spazio utilizzabile rimane sempre quello e che dipende dal prodotto da lui scelto.

Inoltre tutta questa vicenda che si è conclusa per la Samsung con una multa da ben 1 milione di euro è partita da delle segnalazioni ricevute soltanto da due consumatori (il 19 febbraio 2014 ed il 21 maggio 2014).

Insomma, rimanendo nel mondo delle telecomunicazioni riteniamo che i casi in cui i diritti dei consumatori vengono violati siano molti di più e anche ben più gravi di questo sanzionato dall’antitrust.

Perché allora non intervenire in questo modo anche per tutte le altre segnalazioni ?

Per approfondimenti qui la delibera dell’antitrust.