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Set 092014
 

Sebbene sia presente già da tempo all’interno dei chipset Snapdragon creati della Qualcomm, soltanto con l’ultimo Note 4 la Samsung ha deciso di utilizzare sui Galaxy il Fast Charging.

note-4-fast-charging

Per chi non la conoscesse ancora stiamo parlando di una tecnologia in grado di ridurre notevolmente i tempi di ricarica di un dispositivo mobile, permettendo di passare da 0 al 50% in soli 30 minuti.

Un miglioramento notevole rispetto a quanto possibile con il precedente modello Note 3, non certamente uno dei Galaxy più lenti, ma che per raggiungere lo stesso livello necessitava comunque di ben 55 minuti di tempo.

fast-charging-samsung

Diversamente da quanto molti potrebbero pensare un risultato del genere non è stato però ottenuto aumentando ancora una volta l’amperaggio di ricarica, che sugli ultimi Galaxy è arrivato a 2 A.
Tali tecnologie si basano su particolari protocolli implementati a livello di chipset e di caricabatterie capaci di erogare una maggiore potenza variando solamente il voltaggio in uscita.

fast-charging-quick-charger

Ma perché vengono pubblicizzati solamente i tempi di ricarica fino al 50% e non anche quelli fino al 100%?

Il motivo risiede proprio nei limiti delle tecnologie di questo tipo che si dimostrano efficaci solamente quando il livello della batteria non è particolarmente alto. Oltre ad un certo valore i tempi ritorneranno infatti ad essere quelli tradizionali.

Torneremo a parlare di questa tecnologia anche in futuro con ulteriori approfondimenti.

 

  • flower10

    “una tecnologia in grado di incrementare notevolmente i tempi di ricarica” …forse intendevate scrivere “ridurre”

  • Francesco

    Dal punto di vista fisico è semplice, tuttavia i caricabatteria DEVONO essere diversi.
    Il discorso che faccio sotto riguarda i valori nominali, poi in realtà bisogna considerare gli sprechi (sotto forma di calore).
    Un caricabatterie da 2 A nominali su 5 V, eroga 10 W. Una batteria da 3000 mA (sempre 5 V) immagazzina 15 Wh. Quindi dovrebbe essere carica in un’ora e mezza.
    Per far erogare 20 W al caricabatteria, posso raddoppiare la tensione oppure gli ampere forniti.

    Nel primo caso, il caricabatterie non sarà compatibile con i vecchi dispositivi (li brucerebbe) o meno una controllo elettronico sullo stesso, in grado di capire qual è il dispositivo collegato e di regolare il voltaggio di conseguenza. Inoltre nel dispositivo o deve esserci una batteria in grado di caricarsi con una tensione più elevata, oppure anche qui un circuito per abbassare la tensione aumentando l’amperaggio (all’interno del cellulare)

    Nel secondo caso è più facile, il caricabatterie può erogare un amperaggio maggiore, ma tanto i dispositivi collegati ‘assorbono’ solo quello che possono, non ci sono rischi.

    Comunque in ogni caso il caricabatterie DEVE essere più potente.

    • E’ un istruzione del chipset che richiede questa maggiore potenza, quindi lo stesso caricabatteria può funzionare normalmente anche su altri dispositivi.

    • Francesco

      1 – Può anche richiederlo il chipset, ma se il caricabatterie non è in grado di fornire maggiore potenza, non potrà funzionare.
      Voglio dire che con un normale caricabatterie la ricarica 30m/50% non funzionerà, come non potrà ovviamente funzionerà con le prese USB dei pc.

      2 – Inoltre se si afferma che il caricabatteria N4 funzionerà anche con tutti i dispositivi attuali, vuol dire che deve avere della elettronica aggiuntiva a bordo per dialogare con il N4 ed aumentare la tensione a pari ampere (quindi la potenza) da quello che si dice nell’articolo.

      Quindi caricabatteria (molto?) più costoso e funzionante ad alta potenza solo con N4 o altri dispositivi futuri compatbili.

    • Esatto, il protocollo deve essere presente sia su chipset che caricabatteria altrimenti funzionerà come tutti gli altri.

  • Emac

    Articolo davvero interessante, bravi siete stati chiarissimi.
    Ma se è presente negli snapdragon perché la Samsung non l’attiva almeno sul galaxy s5?

  • Tersicore1976

    Io sul Note 3 ho rilevato un tempo di ricarica estremamente veloce, rispetto a quando avevo il Note 2… Non stiamo parlando di 30 minuti per arrivare al 50% ovviamente (anche se non ho mai fatto un test), ma di sicuro rispetto alla capienza del Note 2014, la proporzione è nettamente in vantaggio su Note 3, e lo stesso per Nexus 7 e il Note 2… Infatti credevo che la durata minore del Note 3 derivasse da un difetto di calibrazione, perché non “credevo” che si ricaricasse così rapidamente.
    Comunque ricordo che un paio di anni fa lessi di un test di ricarica: alimentatore a muro contro presa USB da PC… LA seconda era più lenta, ma dicevano che poi dirupasse di più… Non ho mai verificato ne letto ulteriori notizie in merito… Magari erano baggianate…
    Resta il fatto che comunque invece di cremare batteria più capienti, trovano dei palliativi per “Ingannarci”: ricarica più veloce, modalità ultra risparmio energetico… Tutto per farci stare meno “lontani” dallo smartphone durante la carica, ma che di fatto non soddisfa ancora una grande quantità di persone…

    Ma su una USB 3 passa più “corrente” che da una USB 2? E’ per questo che il mio Note 3 si ricarica più velocemente di altri prodotti che ho avuto?

    • Francesco

      Lo standard USB2 prevede minimo 500 ma (0,5 A) per ogni porta. Però nulla impedisce al produttore di aumentare questo valore.
      In pratica i primi notebook erogavano solo il minimo, mentre ora è normale arrivare almeno a 700-1000.
      I caricabatterie da muro erogano da un minimo di 700 a 1000 (più comuni) a 1500 o 2000 (i Samsung top di gamma).
      Il fatto di poter arrivare a 1500 non vuol dire che qualunque dispositivo collegato li ‘prelevi’ tutti. Un S2 assorbirà 700, un S4 1200-1300.

      Lo standard USB3 prevede un minimo per porta di 900.
      Ma il tuo N3 collegato ad una usb3 standard potrebbe assorbire 900, mentre collegato ad una usb2 da 1500 potrebbe assorbirne molti di più.

      Quindi, per i dispositivi che ‘assorbono’ potenza, avere una porta usb3 o usb2 non fa differenza. La velocità di riempimento della vasca dipende solo da quanta acqua ESCE dal rubinetto e dalla dimensione della vasca (capacità della batteria).

    • Carlo Pergolini

      Condivido il tuo intervento.
      E riguardo alla usb 3.0, gran bella domanda.
      Me lo sono chiesto subito anche io!
      Ma in generale io non condivido il ritorno alla 2.0.
      Ma perché? Era già retrocompatibile con i caricatori normali, a me piaceva molto poter trasferire i grandi file come video in 4k o i film con una porta così veloce!
      Un passo indietro che non condivido.

  • Il punto è che, se ho ben capito da quanto letto in giro, non conviene ricaricare parzialmente il cellulare, perchè diminuisci il numero di cicli di ricarica, e quindi a conti fatti la vita della batteria. Se ricarichi sempre il cellulare al 50%, praticamente la batteria si deteriora nella metà del tempo. Se è per una emergenza, ok, ma a livello di prassi generale, conviene sempre ricaricarla da quasi scarica (2-5%) fino al 100%. Correggetemi se mi sbaglio.

  • Ste

    Grazie per info, sempre interessante da sapere. Ma, all’atto pratico, sbaglio o una chicca inutile regalataci da Samsung? Pure se ci metto di meno ad arrivare a metà ricarica non mi cambia poi sto granchè se non voglio ridurre il ciclo di vita della batteria (arrivando quindi al solito 100%). E considerato il super risparmio energetico implementato da s5 in poi ke dovrebbe quasi azzerare i casi di “emergenza batteria” mi chiedo…tutto bello ma…marketing a parte, a che serve??? Saluti a tutti!