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Feb 012017
 

Sono numerose le richieste di informazioni che stiamo ricevendo da parte dei nostri lettori in merito ad un presunto avvio segnalato da tutti i blog del settore italiani della distribuzione dei primi aggiornamenti Android Nougat per i Galaxy S7 non brandizzati.

Nonostante tutto nasca da delle risposte date dal supporto di Samsung Italia sui social network ufficiali (che giustifica il fatto che nessuno lo veda perché rilasciato per scaglioni di IMEI), si tratta purtroppo di una notizia completamente infondata, proprio come tante altre arrivate in passato dalle stesse fonti.

Cosa che tra l’altro si può intuire anche dalle risposte date dagli operatori, che variano a seconda di chi le dà (c’è chi afferma che il roll-out sia partito già da giorni, chi da ieri, chi che non sono ancora terminate le fasi di test e chi dice che non è ancora noto).

Non sappiamo quando la distribuzione di Nougat in Italia avrà realmente inizio, potrebbe essere domani come la prossima settimana, ma vi garantiamo che al momento in cui scriviamo sui server Samsung non esistono né pacchetti OTA né firmware completi diversi da quelli già resi disponibili dalla società koreana negli ultimi giorni. Pertanto è davvero impossibile che il roll-out sia già in corso o addirittura partito da giorni (neanche i centri di assistenza tecnica Samsung lo hanno ancora, almeno fino a qualche giorno fa).

Ricordiamo poi ancora una volta che gli aggiornamenti software dei Galaxy, sia per i modelli nobrand che quelli brandizzati, dipendono e vengono rilasciati tutti esclusivamente da Samsung Korea e nessun altro (spesso le varie divisioni locali non vengono neppure informate).

Inoltre in casa Samsung il rilascio a scaglioni degli aggiornamenti OTA non avviene affatto in base all’IMEI del dispositivo (e per fortuna, altrimenti non sarebbe neanche più possibile riceverli sui Galaxy sbrandizzati o con firmware di altri paesi), ma in base a criteri ben differenti.

Non è comunque la prima volta che attraverso i vari canali di contatto Samsung come facebook, twitter, telefono o chat varie, vengano fornite informazioni errate o fuorvianti (le ultime le abbiamo segnalate con la vicenda dei Note 7), soprattutto in tema di aggiornamenti come ormai ben saprà chi ci segue da anni.